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Il testamento è un atto revocabile con cui una persona dispone dei suoi beni (o parte di essi) nel momento in cui muore e normalmente si fa perchè non si vuole creare confusione o liti tra i propri cari dopo la morte. In questo modo si garantisce sempre la volontà della persona defunta nelle questioni riguardanti l’eredità.
Al tempo stesso il testamento puó servire per decidere la propria sistemazione: tumulazione, inumazione o cremazione (nel caso non fossimo religiosi).
Si tratta di un atto personale che richiede la consulenza di un notaio o di un avvocato, capaci di consigliare la soluzione migliore per fare in modo che il testamento non venga in seguito contestato o impugnato. Riassumendo, il testamento viene elaborato mentre si è in vita e viene eseguito solo dopo la morte.

Un testamento può essere redatto da chiunque sempre che sia maggiorenne e abbia capacità di agire, intendere e di volere. Si può modificare un testamento tutte le volte che si vuole finchè si è in vita (per questo si definisce un atto revocabile), e i costi non sono eccessivi. Non fare testamento implica che sarà la legge a decidire la distribuzione dei propri beni e della sistemazione post-mortem.

Importante: un testamento si può dichiarare invalido quando c’è un difetto di forma (ossia il testamento non è stato scritto bene a macchina), per incapacità di agire, intendere o volere, per contrasto con le disposizioni di quota legittima o per revocazione del testamento stesso.

Vedi anche link esterno: Successione a causa di morte (ordinamento civile italiano)


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